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protezionecivile

[di Stefano Ragghianti *]

Una proposta di lavoro fondata sulla partecipazione.

La protezione civile italiana sta attraversando il momento forse più  difficile della sua storia recente. Il confronto politico intorno all’istituzione della tanto discussa spa, già inasprito dalla procedura d’urgenza adottata dal Governo per far passare la riforma, è stato ulteriormente esacerbato dall’inchesta giudiziaria sugli appalti del G8 a La Maddalena. Il clima di emergenza istituzionale che si è in questo modo creato presenta più di un rischio. Da un lato infatti, la vicenda si abbatte in modo clamoroso su di una struttura, quella del Servizio nazionale della protezione civile, che fino a ieri era considerata, per molti aspetti, un’eccellenza italiana, col pericolo di gettare alle ortiche quanto di buono è stato costruito a fatica nel tempo; dall’altro, lo stesso clamore dell’inchiesta, è per forza di cose passeggero e può non servire a mettere davvero a fuoco quelli che sono i reali problemi della protezione civile italiana.

Al di là  del fragore del momento, infatti, i rischi di una deriva del Servizio nazionale della protezione civile erano già da tempo evidenti, soprattutto da quando, nel 2001, la protezione civile ha iniziato ad occuparsi di “grandi eventi”.

Occorre riconoscere che la necessità di ricorrere a procedure e poteri non ordinari – non solo in caso di calamità – sia il segno palese di un impianto normativo e di un apparato amministrativo-burocratico che non riescono a funzionare nel senso dell’efficienza. Tuttavia, l’aver affidato alla protezione civile anche tale incombenza, favorendo il ricorso sistematico ai poteri straordinari, ha snaturato pesantemente la visione di Protezione Civile di Giuseppe Zamberletti che, pur avendo ricorso per primo a tali poteri, ha sempre ammonito sull’estrema cautela nell’utilizzo di questi strumenti.

Oltre le inchieste giudiziarie e approfittando dello stop al percorso della Protezione Civile SpA deve a nostro avviso aprirsi un dibattito che segni l’avvio di una nuova fase di dialogo e di riforme. Crediamo infatti che ci sia urgente bisogno di salvare le istituzioni dalle vicende giudiziarie che riguardano gli uomini e di gettare da subito le basi per un confronto sul modello della protezione civile italiana. Un confronto serio, che prescinda dalle eventuali colpe dei singoli e che superi la dialetttica politica. Un confronto che invece promuova il protagonismo delle componenti più vive e generose del sistema di protezione civile, nonché della cittadinanza.

La nuova fase che auspichiamo ha solide basi da cui partire. Le idee-guida della legge fondamentale della protezione civile italiana, la 225 del 1992 voluta da Zamberletti, sono infatti ancora attualissime. Ci pare fondamentale ripartire da un concetto di Servizio nazionale di protezione civile orientato alla tutela dell’ambiente e alla difesa del territorio, concentrato sulla previsione e prevenzione dei rischi e agito dal basso verso l’alto per mezzo della partecipazione di molti soggetti, cittadini compresi. Questo modello, rimasto per troppi aspetti solo sulla carta, rappresenta – soprattutto oggi – un riferimento da attualizzare, anche come antidoto ad una situazione di cui si rischia di perdere il controllo.

È a tal fine che oggi vogliamo presentare un documento il cui intento è segnare un possibile percorso di ricerca e di azione partecipata, volto a discutere il presente e il futuro della protezione civile italiana. Ci rivolgiamo in primis al mondo del volontariato, una delle componenti più generose del sistema della protezione civile, vicino alla gente e al territorio e ricco di potenzialità inespresse. Ma la proposta di confronto contenuta nel documento riguarda anche tutti gli altri attori che a diverso titolo sono impegnati sul fronte della gestione dei rischi ambientali. Non da ultimo ci sembra fondamentale coinvolgere in questo percorso la comunità scientifica, anche allo scopo di tematizzare in maniera rigorosa le questioni sul tappeto, oltre l’attualità.

La proposta di lavoro della Fondazione Volontariato e Partecipazione dal titolo Protezione Civile e Partecipazione è da oggi disponibile sul nostro sito internet (download).

Vorremmo ricevere da tutti coloro che condividono con noi l’urgenza di tenere vivo il confronto un segno per provare a costruire insieme un sentiero di innovazione che faccia il bene dell’Italia. Per quanto ci riguarda ci impegniamo a muovere i primi passi in questa direzione.

* Presidente Fondazione Volontariato e Partecipazione

DOWNLOAD “Protezione civile e partecipazione” (.pdf) >>>

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