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In Italia sono 2 milioni e 600 mila le persone non autosufficienti, di cui 2 milioni sono anziani (Istat) e solo il 4% usufruisce dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi). Come si precisa nel volume Cesvot “Anziani e non autosufficienza. Ruolo e servizi del volontariato in Toscana” (“I Quaderni”, n. 57, pp. 326), nel nostro Paese la cura degli anziani non autosufficienti ricade in gran parte sulle famiglie: il 50% su familiari conviventi, il 30% su familiari non conviventi, il 20% su servizi pubblici e privati. 

Nel volume sono pubblicati i risultati di una ricerca, promossa da Cesvot Regione Toscana e realizzata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, dedicata ai servizi per gli anziani non autosufficienti attivati dal volontariato toscano in convenzione con gli enti pubblici locali. Il volume è curato da Simona Carboni, Elena Elia e Paola Tola, con la premessa di Barbara Trambusti e Antonella Vassalle, Direzione Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione sociale della Regione Toscana.

Dopo un’ampia ricognizione sulla non autosufficienza degli anziani e le risposte messe in campo a livello regionale e nazionale, il volume si concentra sulla Toscana dove gli ultre65anni non autosufficienti gravi sono 55.500, pari a quasi il 7% della popolazione (Ars, 2007). In particolare la ricerca ha preso in esame i servizi a sostegno degli anziani non autosufficienti che vedono la collaborazione tra associazioni di volontariato ed enti pubblici locali delle 34 zone socio-sanitarie della Toscana. Dall’analisi sono emerse 127 collaborazioni: il primo dato significativo è che il 75% dei servizi realizzati in collaborazione con il volontariato sono strutturati e continuativi. Tuttavia la distribuzione territoriale risulta disomogenea: la zona empolese registra il numero più alto di collaborazioni (21), seguita da Casentino (18) e Valdichiana Senese (13).

Riguardo alla tipologia dei servizi, il 35% sono servizi di supporto all’attività quotidiana domiciliare, il 32% di sorveglianza attiva, il21% di trasporto sociale. Il 68,5% dei servizi è assicurato quotidianamente o più giorni alla settimana. Interessanti anche i dati relativi alle associazioni. Complessivamente sono 110 le associazioni di volontariato che in Toscana svolgono servizi per gli anziani non autosufficienti in convenzione con gli enti pubblici locali. Il 13% delle organizzazioni ha più di una collaborazione con l’ente pubblico, mentre il 72% delle collaborazioni vede protagoniste le grandi associazioni del volontariato socio-sanitario. Il 30% delle collaborazioni, infatti, è rappresentato dalle Misericordie, il 24% dall’Auser, il 18% dalle Pubbliche Assistenze. Il resto, pari al 18%, vede impegnate associazioni non affiliate a grandi organizzazioni ma molto presenti e radicate sul territorio.

Significativa la capacità di ‘fare rete’ delle associazioni: il 64,6% delle collaborazioni vede il coinvolgimento anche di altri soggetti del territorio che nell’88% dei casi sono altre associazioni. Tuttavia solo la metà delle associazioni è coinvolta dall’ente pubblico nella fase di progettazione degli interventi, un dato che – secondo le curatrici del volume – limita la capacità di intervento sul territorio perché “le organizzazioni di volontariato, con le loro caratteristiche di capillarità e conoscenza profonda delle situazioni di disagio, possono davvero aiutare in maniera efficace e realizzare una lettura dei bisogni di più precisa”.

Una parte importante del volume è dedicata a 10 casi studio, analizzati in profondità perchè significativi rispetto alla progettualità e all’organizzazione dei servizi: il Pony della solidarietà di Uisp Arezzo, l’Arcobaleno d’argento realizzato da un gruppo di associazioni di Fiesole (Misericordia, Fratellanza Popolare, Croce Azzurra), l’assistenza domiciliare leggera di Auser Pisa, il servizio per la persona affetta da demenza di Aima Versilia, il trasporto sociale per non autosufficienti della Pubblica Assistenza di Chiusi, il Centro Diurno Alzheimer di Castelnuovo Garfagnana, l’assistenza domiciliare Alzheimer dell’associazione Don Franco Baroni di Lucca, il servizio di cure domiciliari di prossimità della Misericordia di Vicopisano, il progetto “Anziano Fragile” dell’Auser Bassa Val di Cecina e il progetto “Informare comunicando” della Uildm di Pisa.

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