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	<title>Fondazione Volontariato e Partecipazione</title>
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		<title>Si presenta la ricerca su &#8220;Giovani all&#8217;arrembaggio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 15:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariamo]]></category>

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		<description><![CDATA[Verrà presentata a Modena lunedì 7 maggio l&#8217;indagine sul progetto “Giovanni all&#8217;Arrembaggio” promossa dal Centro Servizi al Volontariato di Modena (Volontariamo) e curata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione. L&#8217;incontro si svolgerà dalle 16.30 alle 19.15 presso l&#8217;ex Oratorio del Palazzo dei Musei a Modena. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo dei ragazzi delle scuole superiori che hanno svolto i cosiddetti “Stage di Volontariato” nei dieci anni del progetto nei sei distretti dove è stato promosso: Carpi, Mirandola, Modena, Pavullo, Sassuolo, Vignola. La ricerca verrà presentata nel corso della tavola rotonda “Scuola e volontariato: i risultati della ricerca sugli stage nelle associazioni” che sarà coordinata dalla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verrà presentata a Modena lunedì 7 maggio l&#8217;indagine sul progetto “Giovanni all&#8217;Arrembaggio” promossa dal Centro Servizi al Volontariato di Modena (Volontariamo) e curata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione. L&#8217;incontro si svolgerà dalle 16.30 alle 19.15 presso l&#8217;ex Oratorio del Palazzo dei Musei a Modena. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo dei ragazzi delle scuole superiori che hanno svolto i cosiddetti “Stage di Volontariato” nei dieci anni del progetto nei sei distretti dove è stato promosso: Carpi, Mirandola, Modena, Pavullo, Sassuolo, Vignola.</p>
<p>La ricerca verrà presentata nel corso della tavola rotonda “Scuola e volontariato: i risultati della ricerca sugli stage nelle associazioni” che sarà coordinata dalla giornalista di Radio bruno e VolontariaMo Chiara Tassi. Interverranno il direttore della Fondazione Volontariato e Partecipazione Riccardo Guidi, il presidente della Comunità di Capodarci Don Vinicio Albanesi, studenti, volontari, docenti, imprenditori, pubblici amministratori. Alle 18.45 si terrà la consegna da parte delle autorità dei riconoscimenti alle scuole che hanno collaborato al progetto “Giovani all&#8217;arrembaggio”.</p>
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		<title>Seminario &#8220;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fondazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari]]></category>

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		<description><![CDATA[Report del seminario &#8220;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali. Quali politiche con i giovani?&#8221; Firenze 13 aprile 2012 Sara Elisabetta Masi, Giulia Cordella. Powerpoint: Condizione giovanile e nuovi rischi sociali. Quali politiche con i giovani?, 13 aprile 2011. Presentazione presso il working seminar &#8220;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/04/Verbale-seminario-FVP.pdf">Report del seminario &#8220;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali. Quali politiche con i giovani?&#8221;</a> Firenze 13 aprile 2012</p>
<p>Sara Elisabetta Masi, Giulia Cordella. <strong><a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/04/Presentazione-13-aprile_condizione-giovanile-e-nuovi-rischi-sociali1.pdf">Powerpoint: Condizione giovanile e nuovi rischi sociali. Quali politiche con i giovani?</a></strong>, 13 aprile 2011. Presentazione presso il working seminar &#8220;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali&#8221;.</p>
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		<title>Il &#8220;world café&#8221; per la ricerca sul disagio abitativo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 08:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolto con la modalità del &#8220;world café&#8221; il primo incontro operativo che porterà alla realizzazione della ricerca &#8220;Politiche abitative, disagio e nuovi rischi sociali. Quali soluzioni possibili?&#8221; promossa dalla Regione Toscana e realizzata dalla Fondazione Casa Lucca in collaborazione con la Fondazione Volontariato e Partecipazione. L&#8217;incontro si è svolto lunedì scorso presso i locali della Misericordia di Lido di Camaiore ed ha visti coinvolti i principali comuni della Provincia di Lucca e le Agenzie Casa della Piana di Lucca e della Versilia. &#160; L&#8217;iniziativa ha rappresentato il primo confronto pubblico che porterà alla stesura della ricerca la quale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto con la modalità del &#8220;world café&#8221; il primo incontro operativo che porterà alla realizzazione della ricerca &#8220;<strong>Politiche abitative, disagio e nuovi rischi sociali. Quali soluzioni possibili?</strong>&#8221; promossa dalla <strong>Regione Toscana</strong> e realizzata dalla <strong>Fondazione Casa Lucca</strong> in collaborazione con la <strong>Fondazione Volontariato e Partecipazione</strong>. L&#8217;incontro si è svolto lunedì scorso presso i locali della Misericordia di Lido di Camaiore ed ha visti coinvolti i principali comuni della Provincia di Lucca e le Agenzie Casa della Piana di Lucca e della Versilia.</p>
<p><a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/04/foto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1048" title="foto" src="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/04/foto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;iniziativa ha rappresentato il primo confronto pubblico che porterà alla stesura della ricerca la quale ha l&#8217;obiettivo di approfondire le diverse forme di disagio abitativo presenti sul territorio provinciale e riflettere sulle soluzioni di policy più appropriate per far fronte ai nuovi bisogni abitativi del territorio. La metodologia scelta per l&#8217;incontro è stata quella del world cafè, una tecnica partecipativa che consente un dialogo e uno scambio il più possibile libero tra partecipanti ed ha costituto l&#8217;opportunità per i diversi territori di fermarsi a riflettere e confrontarsi tanto su problemi che sulle possibili soluzioni.</p>
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		<title>Il Manuale Oil sulla misurazione del lavoro volontario</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 14:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva anche in Italia lo strumento statistico per misurare il volontariato in Europa e, in prospettiva, in tutto il mondo: il Manuale OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Questo strumento, frutto di un lavoro di ricerca internazionale, non si limita a rilevare ore, settore e profilo dei volontari, ma anche il relativo impatto economico e sociale. In Italia è SPES (Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio) il partner del progetto a fare gli onori di casa, invitando alla conferenza “Il valore e il ruolo del volontariato. Presentazione del Manuale OIL sulla misurazione del lavoro volontario”. Appuntamento giovedì 19 aprile...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva anche in Italia lo strumento statistico per misurare il volontariato in Europa e, in prospettiva, in tutto il mondo: <strong>il Manuale OIL</strong> (Organizzazione Internazionale del Lavoro). Questo strumento, frutto di un lavoro di ricerca internazionale, non si limita a rilevare ore, settore e profilo dei volontari, ma anche il relativo impatto economico e sociale.</p>
<p>In Italia è <strong>SPES</strong> (Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio) il partner del progetto a fare gli onori di casa, invitando alla conferenza “<strong>Il valore e il ruolo del volontariato. Presentazione del Manuale OIL sulla misurazione del lavoro volontario</strong>”. Appuntamento giovedì 19 aprile 2012, dalle ore 9.30 alle 13, a Roma presso il Parlamentino del CNEL, in Viale David Lubin 2.</p>
<p>L’<strong>Istat</strong> si sta già attrezzando per introdurre il Manuale OIL in una rilevazione fissata all’inizio del 2013. L’Italia sarà così il terzo paese europeo ad includerlo nelle proprie misurazioni statistiche, dopo Polonia e Ungheria. Alla luce della sua lunga esperienza, SPES, così come gli altri Centri di Servizio italiani, si occuperà di formare i rilevatori Istat all’utilizzo del manuale, soffermandosi su caratteristiche specifiche e linguaggi propri del volontariato italiano. Un tema su cui si è incentrato il seminario di studi “<strong>Il valore economico del volontariato in Italia. I risultati di una sperimentazione del Modulo ILO</strong>” che si è svolto il 24 febbraio scorso presso Villaggio Solidale a Lucca. La prima sperimentazione è stata portata avanti dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione mediante la somministrazione ad un campione di volontari di un questionario.</p>
<p>Intervengono alla presentazione: <strong>Antonio Marzano</strong>, Presidente CNEL; <strong>Andrea Olivero</strong>, Portavoce Forum Terzo Settore; <strong>Leonardo Becchetti</strong>, Università di Roma Tor Vergata; <strong>Lester M. Salamon</strong>, Direttore Johns Hopkins University Center for Civil Society; <strong>Adriana Mata</strong>, OIL – Organizzazione Internazionale del Lavoro; <strong>Linda Laura Sabbadini</strong>, Direttore del Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali dell’Istat; <strong>Giuseppe Guzzetti</strong>, Presidente ACRI; <strong>Stefano Ragghianti</strong>, Presidente Fondazione Volontariato e Partecipazione. Modera: <strong>Gian Paolo Gualaccini</strong>, Coordinatore “Osservatorio sull’Economia Sociale” del CNEL.</p>
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		<title>I Comuni italiani verso Rifiuti Zero</title>
		<link>http://www.volontariatoepartecipazione.eu/2012/03/999/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 12:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beni comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Working Paper]]></category>

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		<description><![CDATA[La Strategia Rifiuti Zero è un protocollo seguito a livello internazionale. Si pone l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti, riusare e riparare i prodotti, recuperare la materia per evitare il ricorso agli inceneritori e minimizzare quello alle discariche. Questo paper ricostruisce brevemente la storia della diffusione della Strategia Rifiuti Zero in Italia e offre una prima caratterizzazione dei 70 Comuni che possa anche rappresentare uno strumento utile alla costituzione di un loro coordinamento. Scarica &#8220;I Comuni italiani verso Rifiuti Zero&#8220;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Strategia Rifiuti Zero è un protocollo seguito a livello internazionale. Si pone l’obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti, riusare e riparare i prodotti, recuperare la materia per evitare il ricorso agli inceneritori e minimizzare quello alle discariche. Questo paper ricostruisce brevemente la storia della diffusione della Strategia Rifiuti Zero in Italia e offre una prima caratterizzazione dei 70 Comuni che possa anche rappresentare uno strumento utile alla costituzione di un loro coordinamento.</p>
<p>Scarica &#8220;<a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/03/FVPWP06Pensa.pdf">I Comuni italiani verso Rifiuti Zero</a>&#8220;.</p>
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		<title>A Firenze il working seminar su &#8220;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali&#8221;</title>
		<link>http://www.volontariatoepartecipazione.eu/2012/03/a-firenze-il-work-seminar-su-condizione-giovanile-e-nuovi-rischi-sociali/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 15:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà il 13 aprile a Sant&#8217;Apollonia (Via San Gallo 25, Firenze) il Working seminar &#8216;Condizione giovanile e nuovi rischi sociali. Quali politiche per i giovani?&#8216; organizzato dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione. Il seminario presenta e discute i risultati di una ricerca comparativa tra alcune regioni italiane -­ Emilia Romagna, Toscana e Puglia -­ che ha messo a fuoco il modo in cui i diversi territori si stiano confrontando con le criticità che rendono i giovani sempre più vulnerabili nel raggiungere un?autonomia in ambito economico, abitativo e sociale. La ricerca -­ promossa dalla Regione Toscana e realizzata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione e dall&#8217;Istituto degli Innocenti di Firenze -­ si è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">
<div id="attachment_609" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2011/06/giovani.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-609" title="giovani" src="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2011/06/giovani-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giovani in cammini (ph. Unitalsi San Severo cc flickr)</p></div>
<p>Si terrà il 13 aprile a Sant&#8217;Apollonia (Via San Gallo 25, Firenze) il Working seminar &#8216;<strong>Condizione giovanile e nuovi rischi sociali. Quali politiche per i giovani?</strong>&#8216; organizzato dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione. Il seminario presenta e discute i risultati di una ricerca comparativa tra alcune regioni italiane -­ Emilia Romagna, Toscana e Puglia -­ che ha messo a fuoco il modo in cui i diversi territori si stiano confrontando con le criticità che rendono i giovani sempre più vulnerabili nel raggiungere un?autonomia in ambito economico, abitativo e sociale.</p>
<p>La ricerca -­ promossa dalla Regione Toscana e realizzata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione e dall&#8217;Istituto degli</p>
</div>
<div id="_mcePaste">Innocenti di Firenze -­ si è concentrata, in particolare, sul tema dell&#8217;integrazione tra politiche, provando a declinare come tale</div>
<div id="_mcePaste">termine ombrello si sia tradotto a diversi livelli di governo e con quali risultati.</div>
<div id="_mcePaste">La giornata vuole essere l?occasione per stimolare il dialogo tra soggetti diversi sui possibili interventi di politica pubblica di</div>
<div id="_mcePaste">contrasto alla vulnerabilità giovanile: sono invitati rappresentanti del mondo accademico, istituzioni, terzo settore, parti sociali e</div>
<div id="_mcePaste">tutti gli attori che, in Toscana, sono coinvolti nel processo di implementazione delle politiche giovanili regionali. Per informazioni <strong>g.cordella@volontariatoepartecipazione.eu</strong>.</div>
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		<title>Le organizzazioni di volontariato nell&#8217;Italia della crisi</title>
		<link>http://www.volontariatoepartecipazione.eu/2012/03/le-organizzazioni-di-volontariato-nellitalia-della-crisi-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 14:50:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio partecipazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e il Centro Nazionale per il Volontariato hanno promosso e realizzato l’indagine sulla “Struttura e dinamica delle Organizzazioni di Volontariato nell’Italia della crisi”. L’indagine fa parte del Modulo sulle Organizzazioni di Volontariato dell’Osservatorio Partecipazione Sociale della Fondazione Volontariato e Partecipazione. L’Osservatorio è un programma di ricerca ad ampio raggio sulla partecipazione sociale in Italia. Si compone di molti Moduli di attività, di natura quantitativa e qualitativa, ed aspira ad essere una fonte costante di dati ed informazioni. L’indagine “Struttura e dinamica delle Organizzazioni di Volontariato nell’Italia della crisi” si è proposta di cogliere i...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">La <strong>Fondazione Volontariato e Partecipazione</strong> (Fvp) e il <strong>Centro Nazionale per il Volontariato</strong> hanno promosso e realizzato l’indagine sulla “<strong>Struttura e dinamica delle Organizzazioni di Volontariato nell’Italia della crisi</strong>”. L’indagine fa parte del Modulo sulle Organizzazioni di Volontariato dell’Osservatorio Partecipazione Sociale della Fondazione Volontariato e Partecipazione. L’Osservatorio è un programma di ricerca ad ampio raggio sulla partecipazione sociale in Italia. Si compone di molti Moduli di attività, di natura quantitativa e qualitativa, ed aspira ad essere una fonte costante di dati ed informazioni.</div>
<div id="_mcePaste"></div>
<div id="_mcePaste">L’indagine “<strong><em>Struttura e dinamica delle Organizzazioni di Volontariato nell’Italia della crisi</em></strong>” si è proposta di cogliere i caratteri salienti delle Organizzazioni di Volontariato (d’ora in poi OdV) italiane con specifico riguardo alla composizione associativa, ad alcuni funzionamenti ed orientamenti, all’impatto dell’attuale crisi economica e sociale.</div>
<div id="_mcePaste">Le domande rivolte alle OdV nel contesto dell’indagine “Struttura e dinamica delle Organizzazioni di Volontariato nell’Italia della crisi” sono state molto numerose. In questa sede presentiamo solo una piccola parte dei dati raccolti e, di questi, offriamo soltanto una prima elaborazione. Successivamente verranno presentati altri dati e, anche sulla base dei confronti con studiosi e OdV, verranno sviluppate ulteriori e più approfondite elaborazioni.</div>
<div id="_mcePaste">
Nel complesso l’indagine è l’esito di due rilevazioni condotte in parallelo mediante un unico questionario su due campioni di OdV italiane (un campione per le OdV del campo della donazione e un campione per le OdV non operanti nel campo della donazione). Il questionario è stato somministrato tra Novembre 2011 e Febbraio 2012.</div>
<div id="_mcePaste">
La rilevazione sulle OdV non operanti nel campo della donazione è stata eseguita con tecnica <strong>Cati </strong>(Computer assisted telephonic interview) ed ha coinvolto un campione casuale di 2.012 Presidenti (o loro delegati) costruito assumendo quali variabili di stratificazione l’area geografica (regione) ed il settore di intervento2 ed assumendo per ciascuno strato un numero di OdV proporzionale al peso dello stesso strato all’interno della Banca Dati Anagrafica del Centro Nazionale del Volontariato opportunamente depurata delle cosiddette unità improprie.</div>
<div id="_mcePaste">Tale Banca Dati, in assenza di statistiche ufficiali e dunque di un dato “certificato” sulla reale dimensione dell’universo delle OdV -circostanza che ha infatti consigliato di non ricorrere a procedimenti di inferenza- è stata dunque assunta come fotografia di un “popolazione obiettivo” risultata composta da 28.183 Odv (al netto del campo “donazione”).</div>
<div></div>
<div>Scarica il Working Paper con le prime findings &#8220;<a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/03/FVPWP05Guidi.pdf">Le organizzazioni di volontariato nell&#8217;Italia della crisi</a>&#8220;.</div>
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		<title>Le organizzazioni di volontariato nell&#8217;Italia della crisi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 14:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio partecipazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Working Paper]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Working Paper numero 5 della serie FV&#38;P contiene le prime findings della ricerca periodica “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia” promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv). Una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo per aree geografiche e settore di interesse di 2012 associazioni estratte dall’universo di tutte le associazioni iscritte ai registri regionali/provinciali. Scarica &#8220;Le organizzazioni di volontariato nell&#8217;Italia della crisi&#8220;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">Il Working Paper numero 5 della serie FV&amp;P contiene le prime findings della ricerca periodica “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia” promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv). Una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo per aree geografiche e settore di interesse di 2012 associazioni estratte dall’universo di tutte le associazioni iscritte ai registri regionali/provinciali. Scarica &#8220;<a href="http://www.volontariatoepartecipazione.eu/wp-content/uploads/2012/03/FVPWP05Guidi.pdf">Le organizzazioni di volontariato nell&#8217;Italia della crisi</a>&#8220;.</div>
<div></div>
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		<title>Chiusa la &#8220;Call for chapter&#8221;, entro il 20 marzo la selezione</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 11:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono state 45 le proposte di contributi alla Call for chapter &#8220;Condizione giovanile, rischi sociali e politiche pubbliche&#8221; che si è chiusa il 10 marzo scorso. La Call, lanciata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione per la costruzione di un libro sul tema, ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari che si sono dedicati ad approfondire differenti aspetti delle critictà della condizione giovanile contemporanea e a proporre diverse soluzioni di policy. Le curatrici del volume, Giulia Cordella e Sara Elisabetta Masi ringraziano tutti i ricercatori e le ricercatrici che hanno preso parte alla Call. L&#8217;alto numero di proposte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state 45 le proposte di contributi alla <strong><em>Call for chapter</em></strong> &#8220;Condizione giovanile, rischi sociali e politiche pubbliche&#8221; che si è chiusa il 10 marzo scorso. La Call, lanciata dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione per la costruzione di un libro sul tema, ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari che si sono dedicati ad approfondire differenti aspetti delle critictà della condizione giovanile contemporanea e a proporre diverse soluzioni di policy.</p>
<p>Le curatrici del volume, <strong>Giulia Cordella</strong> e <strong>Sara Elisabetta Masi</strong> ringraziano tutti i ricercatori e le ricercatrici che hanno preso parte alla Call. L&#8217;alto numero di proposte pervenute renderà necessario un duplice processo di selezione. Nei prossimi giorni &#8211; e comunque entro la data prevista del 20 marzo &#8211; i ricercatori che hanno superato la prima selezione verranno contattati e verrà chiesta loro un&#8217;integrazione dell&#8217;abstract inviato, in modo da avere maggiori elementi decisionali per procedere alla selezione definitiva.</p>
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		<title>Il volontariato resiste alla crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 10:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Sensi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio partecipazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[È un volontariato che resiste alla crisi e fa sempre di più la sua parte per far crescere la solidarietà e la partecipazione attiva nel paese quello che emerge dai dati della ricerca periodica “Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia” promossa dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp) e dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv). Una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo per aree geografiche e settore di interesse di 2012 associazioni estratte dall&#8217;universo di tutte le associazioni iscritte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste">È un volontariato che resiste alla crisi e fa sempre di più la sua parte per far crescere la solidarietà e la partecipazione attiva nel paese quello che emerge dai dati della ricerca periodica “<strong><em>Caratteri e tendenze delle organizzazioni di volontariato in Italia</em></strong>” promossa dalla <strong>Fondazione Volontariato e Partecipazione</strong> (Fvp) e dal <strong>Centro Nazionale per il Volontariato</strong> (Cnv).</p>
<p>Una ricerca che fa il punto sui tratti salienti del volontariato, facendo emergere anche alcune criticità. La ricerca è stata svolta su un campione rappresentativo per aree geografiche e settore di interesse di 2012 associazioni estratte dall&#8217;universo di tutte le associazioni iscritte ai registri regionali/provinciali. La parte relativa alle associazioni della donazione è stata svolta su un campione di 642 presidenti di associazioni. La ricerca nasce per fotografare i caratteri salienti delle Organizzazioni di Volontariato italiane. In occasione di Villaggio Solidale i curatori della ricerca rendono noti alcuni dei dati raccolti, in particolare relativi alla composizione associativa, ad alcuni funzionamenti ed orientamenti, alle conseguenze dell’attuale crisi economica e sociale. È stata realizzata tramite la somministrazione di uno stesso questionario, ma con tecnica diversa ad un campione di associazioni di “donatori” e ad un campione di tutte le associazioni iscritte ai registri provinciali/regionali. Essa dunque si compone di due indagini condotte in parallelo (per approfondimenti si rimanda alla nota metodologica in chiusura). La compilazione dei questionari è avvenuta fra novembre 2011 e febbraio 2012.</p>
</div>
<div id="_mcePaste"><strong>1. Caratteri delle organizzazioni di volontariato</strong></div>
<div><strong>1.1 La base associativa delle OdV in Italia</strong></div>
<div id="_mcePaste">Dalle interviste realizzate ai 2.000 presidenti risulta che il 22% delle OdV italiane ha meno di 25 soci, il 42% tra 25 e 100 soci, mentre il 35% delle OdV ha più di 100 soci. È il Centro-Italia ad avere il maggior numero di OdV grandi (qui oltre il 43% delle OdV ha più di 100 soci), mentre il Nord-Ovest è l’area che ha il maggior numero di piccole OdV (il 25%). In media, dalle interviste condotte risulta che la piccola base associativa è tipica soprattutto delle OdV del settore della Protezione civile (le OdV con meno di 25 soci sono in questo caso il 38%) e del settore dei Beni Culturali (30%). Nel settore sanitario e socio-sanitario troviamo invece con maggiore frequenza OdV con grande base associativa (nel settore sanitario le OdV con più di 100 soci sono oltre il 55% e nel socio-sanitario il 43%). Un discorso a parte è da fare per le OdV operanti nell’ambito della donazione di sangue, tessuti e organi. Nel campo della donazione l’85% delle OdV ha più di 100 soci. Questa differenza si spiega verosimilmente con la circostanza di comprendere i donatori nella base associativa.</div>
<div><strong>1.2 I soci “attivi”</strong></div>
<div id="_mcePaste">Considerando i soli soci ‘attivi’, la maggioranza assoluta delle Odv italiane intervistate (il 54%) dichiara di avere un corpo associativo inferiore alle 25 persone. Il Centro-Italia è l’unica macro-area del territorio italiano (12%) e il sanitario è l’unico settore (15%) ad avere più del 10% di OdV che dichiarano di avere più di 100 soci ‘attivi’. Nel Nord-Est opera il maggior numero di OdV che dichiarano di avere meno di 25 soci ‘attivi’ (58%). Il settore dei Beni Culturali sembra caratterizzarsi per la base di soci ‘attivi’ piccola (qui le OdV del nostro campione che dicono di avere meno di 25 soci ‘attivi’ sono circa il 73%).</div>
<div id="_mcePaste">In sostanza pare osservarsi una significativa divergenza tra una base associativa ampia ed un corpo di soci effettivamente ‘attivi’ molto più ristretto. Quasi il 54% delle OdV italiane intervistate dichiara di avere meno di 25 soci ‘attivi’, circa il 36% di averne un numero compreso tra i 25 ed i 100 e solo il 9% più di 100. Si tratta di una distribuzione piuttosto differente da quella menzionata poco fa a proposito dei soci delle medesime OdV.</div>
<div id="_mcePaste">Prendendo in considerazione i soli soci ‘attivi’, anche per le OdV del campo della donazione si osserva un analogo e consistente ridimensionamento della base associativa rispetto alla più generale membership. Considerando i soli soci ‘attivi’, le OdV della donazione con meno di 25 soci sono il 32% delle rispondenti alla nostra indagine, quelle con un numero compreso tra 25 e 100 soci sono il 21% e quelle con più di 100 soci il 42%. Il numero molto elevato di OdV con grandi quantità di soci attivi che osserviamo tra le OdV della donazione rispetto a quelle non attive nella donazione (42% vs. 9%) lascia comunque margini all’ambiguità della considerazione dei donatori ‘attivi’ come soci ‘attivi’.*</div>
<div><strong>1.3 Il volontariato sperimenta la parità di genere, ma non ai vertici</strong></div>
<div id="_mcePaste">Nella base associativa ‘attiva’ delle OdV del nostro campione, le donne sono più degli uomini, sebbene la prevalenza sia modesta: il 53% dei soci ‘attivi’ sono donne e il 47% sono uomini. Il Centro-Italia ed i settori sociale e socio-sanitario sembrano gli ambiti territoriali e tematici nei quali la presenza di donne è maggiore. Tuttavia la prevalenza numerica delle socie ‘attive’ sui colleghi maschi è sempre modesta, non supera mai il 60% (e anche nel settore della Protezione Civile e del Sanitario non va mai sotto il 44%). Nel campo specifico della donazione, i dati raccolti con la nostra indagine mostrano uno scenario di genere invertito. In questo caso la base associativa ‘attiva’ delle OdV intervistate è composta per il 57% da uomini e per il 43% da donne.</div>
<div id="_mcePaste">In definitiva sembra di poter sostenere che il volontariato in Italia non sia più (se mai lo è stato) un fenomeno con una spiccata impronta di genere. Oggi è la parità di genere nella composizione delle basi associative ‘attive’ a caratterizzare il volontariato italiano.1</div>
<div id="_mcePaste">Dai dati raccolti emerge che il presidente è maschio in 2 OdV su 3 (66,3%), che non operano nel campo delle donazione in cui addirittura le donne ricoprono carica di presidente solo nel 20% dei casi (1 su 5).</div>
<div><strong>1.4 La crisi generazionale</strong></div>
<div id="_mcePaste">Dai dati della rilevazione Fvp-Cnv viene piuttosto confermata l’esistenza di una crisi generazionale del volontariato italiano. Su 100 soci ‘attivi’ nelle OdV del nostro campione meno di 23 sono giovani. Le OdV del Nord-Est sembrano avere la ‘maglia nera’ della presenza giovanile con solo il 17% di soci ‘attivi’ giovani, mentre nel Centro-Italia osserviamo la quota massima della presenza giovanile del nostro campione (che è comunque inferiore al 28%). Le OdV del settore ambientale e internazionale hanno le basi associative ‘attive’ in proporzione più numerose (qui i giovani sono più del 35% dei soci ‘attivi’). Sebbene la membership delle OdV del campo della donazione abbia molti elementi peculiari, è comunque da osservare che la percentuale di soci ‘attivi’ giovani sul totale dei soci ‘attivi’ è la più alta del campione di OdV intervistate (il 37%).</div>
<div id="_mcePaste">Se da una parte questi dati confermano un’impressione generalizzata di faticoso ricambio generazionale dei volontari delle OdV, occorre comunque osservare che le percentuali della presenza ‘attiva’ dei giovani nelle OdV intervistate non sono così differenti dalla struttura demografica italiana nella quale per ogni residente tra i 16 ed i 35 anni vi sono quasi 3 residenti oltre i 36 anni (dati demo.istat.it, aggiornati allo 01/01/2012). Considerando la struttura demografica italiana, anche il “primato” dell’anzianità della base associativa ‘attiva’ del Nord-Ovest potrebbe spiegarsi con la vecchiaia della popolazione ivi residente (Liguria e Piemonte hanno alcuni tra i più alti indici di vecchiaia tra le regioni italiane, cfr. demo.istat.it).</div>
<div id="_mcePaste">Tuttavia anche il volontariato italiano conferma la tendenza a trovare pochi giovani nelle posizioni di vertice: solo il 5% dei presidenti delle OdV non operanti nel campo della donazione ha meno di 35 anni. Per le associazioni della donazione la percentuale scende al 3%.</div>
<div><strong>1.5 Sempre più immigrati fra i volontari, ma solo in alcuni ambiti</strong></div>
<div id="_mcePaste">L’indagine ha concentrato l’attenzione anche sulla presenza di persone di cittadinanza non italiana nella base associativa ‘attiva’ delle OdV italiane. I dati raccolti con le interviste ai 2000 Presidenti mostrano che il 28,08%  delle OdV hanno volontari di origine straniera. Tra questi, mediamente, i volontari extra-comunitari sono il 52,9%. In definitiva solo il 14,9% delle OdV intervistate dichiara di avere cittadini extra-comunitari tra i propri volontari. Il coinvolgimento dei cittadini extra-comunitari nelle OdV risulta dunque un fenomeno episodico ed eccezionale nel panorama del volontariato istituzionalizzato italiano. Nel campo della donazione, invece, tra le OdV intervistate il 40% ha dei volontari stranieri e, tra questi, il 84,8% è cittadino/a extra-comunitario/a. Dunque, stando ai dati raccolti, il 33,8% delle OdV della donazione ha cittadini extra-comunitari tra i propri volontari. La media soci stranieri su soci attivi per le sole organizzazioni che hanno indicato di avere soci stranieri è del 14,06%, mentre la media su tutte le organizzazioni (al lordo quindi di chi non ha indicato di averne di stranieri) è del 3,54%.</div>
<div><strong>1.6 La partecipazione dei soci</strong></div>
<div id="_mcePaste">L’indagine ha cercato di capire con domande specifiche anche alcuni aspetti specifici della partecipazione dei soci nelle OdV italiane. In media, le OdV intervistate hanno fatto nel 2011 quasi 4 assemblee. Considerando che il Codice Civile italiano (art.20) dispone un “minimo” di una assemblea l’anno (per l’approvazione del bilancio), si potrebbe ritenere le quasi 4 assemblee annuali costituiscano un numero relativamente elevato. Tra le OdV intervistate le più “assembleariste” sono quelle del Sud e delle Isole e, con riferimento al settore di operatività, quelle della Protezione Civile. I dati raccolti dalle OdV del settore della donazione rivelano una frequenza media di assemblee nell’ultimo anno assai inferiore. In media le assemblee svolte nel 2011 dalle OdV della donazione sono state meno di 2 (la metà della media delle OdV non operanti nella donazione).</div>
<div><strong>1.7 La crisi e il turn-over dei volontari</strong></div>
<div id="_mcePaste">Nonostante la presenza dei giovani nelle OdV sia oggi scarsa, dai primi dati dell’indagine Fvp-Cnv emerge un significativo turn-over dei volontari nelle OdV italiane. Il 77% delle OdV intervistate sostiene che nel 2011 hanno visto l&#8217;ingresso di nuovi volontari e il 48% che nello stesso anno alcuni volontari hanno interrotto il loro impegno. Nel complesso comunque circa il 57% delle OdV intervistate dichiara di avere aumentato i propri volontari nel 2011. A livello territoriale il dato dell’aumento dei volontari pare abbastanza omogeneo: la maggior parte di OdV che sostiene di avere aumentato il numero di volontari nell’ultimo anno sale, al massimo, al 59% al Sud e Isole e scende, al minimo, al 52% nel Centro. Rispetto ai diversi settori di operatività, si osserva maggiore variabilità. Le OdV che sostengono di avere aumentato i propri volontari nel 2011 sono il 72% nel settore Internazionale e il 48% nel settore dei Beni Culturali. Nel complesso le OdV della donazione che nel 2011 hanno aumentato i propri volontari sono il 68% del totale delle OdV intervistate. Ad una prima analisi, dunque, la crisi non sembra avere inciso negativamente sul turn-over dei volontari che nel 2011 registra un saldo positivo per la maggioranza assoluta delle OdV.</div>
<div id="_mcePaste"><strong>2. Il volontariato resiste alla crisi</strong></div>
<div><strong>2.1 Le fonti di finanziamento</strong></div>
<div id="_mcePaste">I ‘contributi di soci o tesserati’ e ‘le donazioni di cittadini, i lasciti, le offerte’ sono, tra le voci di entrata prevalenti, quelle indicate più frequentemente dai Presidenti. Il 51% delle OdV si sono finanziate nel 2011 con i ‘contributi di soci o tesserati’ ed il 45% mediante ‘donazioni di cittadini, lasciti, offerte’. Più di un Presidente su 4 indica tra le fonti di entrata prevalenti nel 2011 i ‘contributi da enti pubblici’ (30%) e ‘le convenzioni o i corrispettivi di prestazioni’ (27%). Le ‘attività di auto-finanziamento’ sono indicate come fonti di entrate prevalenti dal 22% dei Presidenti, il ‘contributo da enti privati’ dal 17%, il ‘finanziamento di progetti’ dal 12% e la ‘vendita di beni e servizi marginali’ dal 4%.</div>
<div id="_mcePaste">Ad una prima analisi sembra di poter osservare, anche in tempi di crisi, una tenuta delle fonti economiche derivanti dalla base associativa, dal radicamento territoriale e dal consenso sociale delle OdV: i soci ed i cittadini più che altri soggetti costituiscono, nel totale delle OdV intervistate, coloro che hanno reso possibile, nel 2011,  la costituzione del patrimonio e dunque la realizzazione delle attività delle OdV. Le fonti di natura istituzionale (contributi e convenzioni da enti pubblici) costituiscono sicuramente un ausilio rilevante, ma solo per una OdV su 4.</div>
<div id="_mcePaste">Sono tuttavia da osservare molte disomogeneità nei profili delle fonti di entrata prevalenti delle OdV italiane. Le differenze più significative sono quelle delle fonti prevalenti di entrata tra OdV operanti in settori diversi. I ‘contributi di soci e tesserati’ sono da considerare prevalenti per il 73% delle OdV operanti nei Beni Culturali e per il 62% di quelle operanti nei Beni Ambientali e, d’altra parte, solo per il 42% di quelle operanti nella Protezione Civile. Le donazioni, i lasciti e le offerte sono prevalenti per il 54% delle OdV operanti nel settore Internazionale e per il 53% di quelle del settore Socio-Sanitario e solo per il 27% delle OdV della Protezione Civile. Le entrate derivanti da convenzione o da corrispettivo di prestazioni sono tipiche del settore Sanitario (prevalenti per il 43% dei Presidenti intervistati) e della Protezione Civile (prevalenti per il 39%) e marginali per le OdV dei settori Internazionale (prevalenti solo per il 10,5% dei Presidenti) e dei Beni culturali (14%). Ad una prima analisi sembra di poter osservare che le OdV del settore Sanitario e del settore Protezione Civile dipendono in misura maggiore da fonti di entrata di natura istituzionale, mentre le OdV del settore Internazionale e del settore dei Beni ambientali sono quelle che vi dipendono meno.</div>
<div id="_mcePaste">La maggiore disomogenità territoriale riguarda invece il Centro-Italia. I Presidenti delle OdV del Centro-Italia indicano con maggiore frequenza la prevalenza delle entrate da convenzione e corrispettivo di prestazioni (il 39% contro una media nazionale del 27%).</div>
<div id="_mcePaste"><strong>2.2 Le uscite</strong></div>
<div id="_mcePaste">Dai dati dell’indagine Fvp-Cnv emerge anche che la prevalenza delle uscite 2011 delle OdV è destinata all’acquisto di beni e servizi: il 71% dei Presidenti intervistati indica questa uscita come prevalente nel 2011. Nei settori Sanitario e Protezione Civile la quota dei Presidenti che indicano la prevalenza dell’acquisto di beni e servizi sale all’84%, manifestando dunque l’importanza preminente dell’acquisto di mezzi e attrezzature in questi ambiti di operatività del volontariato.</div>
<div id="_mcePaste">È anche da osservare che le uscite per sussidi, erogazioni e contributi a terzi sono marginali per le OdV intervistate: nel complesso solo il 14% dei Presidenti comprende questa tipologia di spesa tra quelle prevalenti del 2011. La rilevanza di questa voce aumenta per le OdV del settore Sociale e del settore Internazionale, pur restando minoritaria la quota di Presidenti che indica questa fonte tra le prevalenti del 2011 (un Presidente su 5 in entrambi questi casi). Pare in definitiva smentita l’ipotesi di un volontariato che incentra la propria operatività sulla distribuzione di sussidi monetari a chi ne ha bisogno.</div>
<div id="_mcePaste">Non è da sottovalutare la contrazione del volume delle entrate che più di una OdV su 4 ha subito nel 2011 rispetto al 2010. Le OdV che sembrano soffrire di più la diminuzione delle entrate 2011-2010 sono quelle del Centro Italia e, con riferimento al settore, quelle della Protezione Civile. In quest’ultimo caso la quota di OdV che nel 2011 hanno dinuito le entrate rispetto al 2010 sale al 36%. Occorre prestare attenzione anche al differenziale delle entrate 2011-2010 delle OdV del campo della donazione. In questo caso il 40% dei Presidenti dichiara che le entrate del 2010 sono state inferiori a quelle del 2011, ma vi è d’altra parte più di un Presidente su 4 che pensa che siano cresciute.</div>
<div id="_mcePaste">Un fuoco tematico dell’indagine Fvp-Cnv riguarda le Convenzioni che tra OdV ed enti pubblici nel 2011. Dalle interviste con circa 2000 Presidenti di OdV, si può ricavare che il 45% delle OdV italiane ha avuto, nel 2011, Convenzioni in corso con enti pubblici, mentre il 54% non ne ha avute (l’1% non sa o non risponde). Il dato è omogeneo per tutte le macro-aree territoriali dell’Italia, tranne che per il Centro. Il 51% dei Presidenti delle OdV di Toscana, Umbria, Lazio e Marche intervistati dichiarano che la propria OdV ha avuto una Convenzione attiva con un ente pubblico nel 2011. Si tratta verosimilmente di un’ulteriore conferma della propensione all’istituzio­na­lizzazione delle OdV dell’Italia Centrale.</div>
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